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| 21-11-2007 | UE invita a rendere obbligatoria la spia per la pressione dei pneumatici per la sicurezza e contro l'inquinamento
Secondo la UE meno CO2 nell’ambiente con pneumatici correttamente gonfiati.
L’Unione Europea ha inserito la spia della pressione dei pneumatici nella lista dei dispositivi tecnici il cui uso favorisce l’abbattimento delle emissioni nocive di CO2 e ha invitato gli Stati membri a rendere obbligatorio questo dispositivo. Ne dà notizia l’Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici), che cita il documento della Commissione Europea sulla “strategia comunitaria per ridurre le emissioni di CO2 delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri”.
Le automobili sono soltanto una delle fonti minori di emissione di CO2, visto che contribuiscono per il 12% alla quantità di CO2 prodotta dalla attività umane in Europa, contro il 14% attribuibile ad aerei, camion e navi, il 16% all’industria, il 19% alle abitazioni ed il 39% alla produzione di energia. Secondo l’UE il livello di emissioni di CO2 dell’auto può essere, però, ulteriormente migliorato. L’orientamento europeo è, infatti, quello di fissare l’obiettivo comunitario sulla riduzione delle emissioni medie delle nuove auto a 120 g/km di CO2 entro il 2012, con una riduzione di 40 g/km rispetto alle normative vigenti oggi.
Per raggiungere quest’obiettivo occorrerà puntare su nuove tecnologie ed anche e soprattutto sulla riduzione dei consumi di carburante derivanti da miglioramenti tecnologici. Nella lista di questi miglioramenti figura appunto anche l’adozione obbligatoria di sistemi di monitoraggio della pressione dei pneumatici. Non tutti sanno che anche il corretto gonfiaggio dei pneumatici influisce sul livello dei consumi e quindi sulle emissioni nocive. In effetti la pressione del pneumatico incide pesantemente sulla resistenza al rotolamento, considerata un fattore chiave nella determinazione del consumo di carburante di un veicolo. In particolare una bassa pressione di gonfiaggio aumenta la resistenza al rotolamento del pneumatico, causando quindi un aumento nei consumi di carburante e, di conseguenza, maggiori emissioni di CO2.
Oltre a favorire l’abbattimento delle emissioni nocive – fa notare l’Airp - sono molteplici i benefici che il mantenimento della giusta pressione di gonfiaggio dei pneumatici apporta sia alla sicurezza che anche all’efficienza delle prestazioni dei veicoli. I pneumatici gonfiati alla corretta pressione, infatti, consentono di aumentare la sicurezza del veicolo, e ciò vale in particolare per i mezzi pesanti. Notevoli, inoltre, sono gli effetti della pressione di gonfiaggio sul livello di usura dei pneumatici e quindi sulla loro durata, che diminuisce sensibilmente nel caso in cui i pneumatici siano insufficientemente gonfiati. Il funzionamento del dispositivo per monitorare la pressione è molto semplice. Una spia, posta sul cruscotto del veicolo, avverte il conducente quando la pressione delle gomme scende sotto il livello critico rispetto a quella consigliata dal costruttore. Nel caso di mezzi pesanti vi sono, poi, anche soluzioni che forniscono il quadro della pressione su ogni singolo pneumatico.
“Data l’importanza dei dispositivi per il monitoraggio della pressione dei pneumatici – commenta una nota dell’Airp – non si vede perché il nostro paese non li renda obbligatori, come è accaduto negli Stati Uniti, dove fin dal 2003 il loro uso è obbligatorio per le auto nuove, mentre a partire dal 2008 lo sarà sull’intero parco auto. D’altra parte – conclude l’Airp – sono già molti i modelli offerti dalle case automobilistiche che montano di serie o come optional questi dispositivi”.
Fonte: TRASPORTALE |
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