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31 Gen 2014

Albo degli autotrasportatori: dalle province alle motorizzazioni a perderci è sempre l’impresa e il contribuente

CNA-FITA spiega le criticità di un passaggio di competenze utile ma complesso

Allarmante la situazione determinatasi con l’uscita delle Province dalla gestione dell’Albo degli Autotrasportatori in conto terzi e l’affidamento delle competenze alle Motorizzazioni civili. Novità introdotta con la recente approvazione della Legge di Stabilità. CNA-Fita è fortemente preoccupata delle ripercussioni negative che una simile riforma, non correttamente gestita, rischia di determinare sul territorio dove bisognerebbe invece semplificare la vita alle imprese. E’ la fine del federalismo dell’autotrasporto. In linea di principio la riforma centra l’obiettivo di uniformare un complesso numero di adempimenti riportandoli sotto l’unica competenza del Ministero dei Trasporti e delle sue ramificazioni territoriali, le Motorizzazioni, ma il risultato finale corre il rischio di essere addirittura negativo perché non viene contemplato il tema delle risorse, umane ed economiche, e quello dei contrappesi necessari a garantire controlli e trasparenza. Per anni infatti queste competenze sono state affidate alle Province dove si sono sviluppate conoscenze e procedure mentre oggi, con il passaggio alle Motorizzazioni senza pensare a come traferire quelle stesse conoscenze, si contribuisce a un nuovo ingolfamento, precostituendo l’ennesimo mal funzionamento della burocrazia. Ci chiediamo: gli addetti che possono garantire efficienza, ora dipendenti delle Province, verranno traferiti alle Motorizzazioni? E con quali risorse? Laddove questo passaggio venisse garantito, come noi auspichiamo, come si pensa di uniformare le procedure che fino ad ora sono rimaste comunque differenti tra loro su scala provinciale? E’ bene poi ricordare che oggi le stesse cinque Direzioni generali territoriali (nord-ovest, nord-est, centro-nord e Sardegna, sud e Sicilia) che raggruppano le motorizzazioni su base nazionale, operano con svariate autonomie diverse tra loro, pur ovviamente essendo tutte riconducibili al Ministero dei Trasporti. CNA-Fita, differentemente, ritiene importante che le procedure, con questo nuovo assetto, assumano una caratterizzazione nazionale lasciando ai territori l’unica competenza relativa all’espletamento del servizio. Per questo proponiamo fin d’ora che vengano istituiti uffici dedicati al trasporto merci (oltre che l'Albo del conto terzi, la Motorizzazione gestirà anche le licenze per il conto proprio) in modo che si possano così garantire elevati standard di specializzazione ed efficienza. Rispetto poi al tema dei controlli e della trasparenza la riforma cancella in un solo colpo uno schema elementare nella riorganizzazione della macchina pubblica: ovvero di avere sempre giustapposto, alla funzione individuata, un’altra che ne verifichi il corretto operato “controllato e controllore”. Ieri almeno le Motorizzazioni avevano una supervisione da parte delle Province, oggi il controllore è sparito. I casi di cronaca parlano chiaro, la corruzione in questo particolare segmento, è latente e diffusa e ancora una volta, se non si interviene efficacemente, a farne le spese sarebbero le imprese e i contribuenti. Infine tra i compiti più importanti assegnati  al Comitato Centrale dell'Albo vi è il controllo sulle imprese iscritte, per quanto riguarda l'accesso alla professione e la verifica delle modalità concrete con cui le aziende svolgono l'attività, anche sulla base del numero di dipendenti e di veicoli. Per far questo è indispensabile la "messa in rete" dell'amministrazione e la "telematizzazione dei servizi e dei trasferimenti dei dati" ma è bene chiarire che con l'attuale assetto e dotazione di informatizzazione delle Motorizzazioni provinciali, tutto ciò è semplicemente impraticabile. Come la mettiamo quindi con l'urgenza di maggiori controlli per favorire la legalità e contrastare le infiltrazioni malavitose nel settore?

 

Fonte: CNA FITA

 

 

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