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28 Lug 2017

Ups: 2 miliardi per crescere nella Blue Banana

Transportonline

Una parte dei due miliardi investiti riguarderà anche l’Italia.

 

COLONIA - I manager del vecchio continente la chiamano «Blue Banana». È la dorsale economica e demografica più importante dell’Europa occidentale. Un’area che si estende per oltre 1,700 km da Londra a Genova e dove si concentrano i principali scambi commerciali tra i Paesi dell’Unione Europea.

 

Qui Ups, il colosso statunitense delle spedizioni, ha costruito il suo quartieregenerale da cui coordina buona parte della propria attività di logistica. È infatti dall’hub aereo di Colonia che passa la maggior parte di quei 19,1 milioni di pacchi consegnati ogni giorno dall’azienda.

 

Un’attività che ha permesso a Ups di fatturare in Europa 61 miliardi di dollari nel 2016 e di trasportare a livello globale 11,2 miliardi di tonnellate di merci al km. Numeri che secondo il report World Air Transport Statistics collocano Ups dietro a FedEx con 15,7 miliardi di ton/km, e dietro a Emirates al secondo posto con 12,3 miliardi di ton/km.

 

«Per noi – spiega Nico Nauen vice presidente di Ups Europe – i mercati più interessanti in Europa sono la Gran Bretagna, la Francia, la Germania. Intendiamo però investire nel complesso 2 miliardi entro il 2019 per potenziare sia il network via terra che quello aereo».

 

Il primo aereo di Ups atterra a Colonia alle 23.00, l’ultimo riparte verso le 2 di notte. Nel mezzo una frenesia lavorativa degna della pellicola “Tempi moderni” di Charlie Chaplin. Magazzinieri e operai smistano i pacchi che sfrecciano sul nastro trasportatore, effettuano controlli di sicurezza e stipano nei Boeing B767-300 tonnellate di materiale da spedire.

 

È questo in sintesi l’Air Hub di Colonia, un gigantesco centro di logistica nel cuore dell’Europa che si estende per 105 mila metri quadrati tra edifici e piste di atterraggio e che di notte ‘si sveglia’. Tra le sue mura lavorano oltre 3 mila dipendenti, impegnati in prevalenza nel magazzino e nel settore per lo smistamento dei pacchi.

 

«L’ossessione per il peso è tutto – spiega un tecnico -. Se per caso abbiamo dei chili in eccedenza siamo costretti a interrompere le operazioni. Per questo motivo usiamo gigantesche bilance e ogni  carico ha un codice d’identificazione. È una questione di sicurezza ed è un modo per gestire il consumo del carburante».

 

Tra gli operai a tempo determinato ci sono moltissimi studenti che lavorano di notte per arrotondare. Il lavoro è stancante ma – giurano i dipendenti – sono previsti degli extra per i turni notturni o in condizioni particolari.

 

È il caso ad esempio dei lavoratori del magazzino Ups di Roermond, un centro logistico dedicato all’Healthcare dove Ups stocca i prodotti delle case farmaceutiche e li spedisce in tutto il mondo. Qui un magazziniere può lavorare anche a -20 gradi centigradi più volte al giorno.

 

In Italia: e-commerce in crescita nel settore del fashion

 

Una parte dei due miliardi investiti riguarderà anche l’Italia dove Ups è presente da 30 anni. Per l’azienda lavorano 1.300 dipendenti sparsi tra 5 aeroporti e 18 centri operativi. Attualmente il colosso americano offre servizi soprattutto alle Pmi intenzionate ad esportare i propri prodotti.

 

«L’ e-commerce – spiega Gunnar Adalberth, direttore del settore retail marketing di UPS Europe – secondo le ultime previsioni crescerà soprattutto nel settore abbigliamento. E l’incremento sarà maggiore nei paesi capaci di potenziare il commercio cross boarder».

 

Dal vino italiano acquistato online dalla Cina fino all’industria della moda l’export italiano per Ups è facilitato dalla popolarità internazionale del made in Italy. E questo è evidente soprattutto nel comparto della moda.

 

Ups lavora infatti per aziende come Zalando, piattaforma europea per il fashion online e con Yoox, la compagnia italiana fondata da Federico Marchetti e specializzata nell’abbigliamento uomo/donna.

 

«Per il settore moda cerchiamo di garantire un servizio eccellente nel post vendita – conclude Adalberth – da una nostra ricerca emerge come per i clienti italiani sia cruciale un sistema di gestione dei resi impeccabile».

 

 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA

 

 

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