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09 Lug 2018

Orecchie e vertebre a rischio nei camionisti

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Autista_SALUTE

Risultati di una ricerca della Società Italiana di Medicina del Lavoro.

 

La Società Italiana di Medicina del Lavoro ha pubblicato i risultati di una ricerca iniziata nel 2008 sulla salute e la sicurezza dei dipendenti delle società di autotrasporto, che ha coinvolto 673 autisti di camion.


Sul campione di autisti esaminati nel progetto "Tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori dipendenti di società di autotrasporti", i medici del lavoro hanno rilevato ventidue casi di ipoacusia da trauma acustico cronico e altrettanti casi di malattia degenerativa del disco lombosacrale, che spesso è associata all'ernia del disco spinale. La prima malattia consiste in una riduzione dell'udito dovuta a prolungate esposizioni a rumori intensi, un fenomeno che avviene soprattutto in ambito lavorativo, mentre la seconda si manifesta con un dolore nella parte lombosacrale della colonna vertebrale (ossia la parte inferiore) che nel caso degli autisti può essere causata soprattutto da un'ernia del disco spinale, ossia lo schiacciamento del disco posto tra le vertebre, con l'uscita della sua parte interna, che può premere su un nervo causando dolore. Tale schiacciamento può essere causato da traumi violenti o da microtraumi, da postura sbagliata (anche da seduti), tensioni prolungate, sforzi per sollevare pesi.


Per i problemi acustici, i relatori della ricerca segnalano che nel caso degli autisti può derivare dall'uso frequente di dispositivi rumorosi che fanno parte dell'allestimento del veicolo o da attività di carico e scarico in ambienti con elevati livelli di rumore. Non emergono problemi di rumore in cabina, tranne nel caso di guida con i finestrini abbassati, una pratica che si è ridotta grazie all'aria condizionata. Per la malattia del disco lombosacrale, i ricercatori hanno approfondito soprattutto la movimentazione manuale dei carichi. Hanno valutato anche le vibrazioni durante la guida, considerata comunque un fattore di rischio complementare solo quando l'autista lavora per oltre dieci anni.
La ricerca evidenzia anche disfunzioni legate al metabolismo, tra cui ventotto autisti con diabete mellito, che nella maggior parte dei casi (71,4%) non era stato diagnosticato prima o non era stato adeguatamente compensato, e 103 persone con un'ipertensione, che nel 54% dei casi non era stata rilevata in precedenza. I ricercatori sottolineano che oltre il trenta percento delle persone esaminate è considerata obesa. Un altro dato rilevante è la percentuale dei fumatori (il 40% del campione) e il numero di autisti positivi al test tossicologico di screening per sostanze stupefacenti: nove, pari all'1,3%.

 

Sulla base dei risultati, i medici del lavoro hanno valutato che non tutti conducenti esaminati risultano idonei al lavoro: 594 sono completamente idonei o idonei con prescrizioni mediche (pari all'88,3%), 71 sono idonei con limitazioni (10,5%) e otto non sono idonei (1,2%). Nelle conclusioni, la ricerca riscontra "un'elevata prevalenza di perdita dell'udito indotta dal rumore e patologie dei dischi lombosacrali, in particolare nell'età compresa tra i 40 e i 59 anni" e conferma "l'elevata prevalenza di patologie lavoro correlate nel settore e l'importanza di monitorare le patologie cardiovascolari e del metabolismo". Leggi tutta la notizia

 

 

Fonte: TE - TRASPORTO EUROPA

 

 

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