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08 Nov 2018

Camion, è scontro fra Italia e Germania

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Caso scoppiato dopo il caso di un camionista italiano multato per oltre 5000 euro per non sapere parlare la lingua tedesca.

 

“L’autotrasporto merci per conto terzi ha perso negli ultimi 20 anni l’80 per cento del traffico internazionale a favore dei concorrenti stranieri, e in particolare aziende tedesche o austriache “travestite” nei Paesi dell’ Est dove hanno trovato molto prima di altri mano d’opera a bassissimo costo, invadendo senza alcun freno il nostro mercato, malgrado esistano regolamenti europei che dovrebbero ci salvaguardare dal dumping sociale e dal cabotaggio”. A denunciarlo è il vicepresidente nazionale della fai, la federazione autotrasportatori italiani, Claudio Fraconti intervenendo nello “scontro fra Italia e Germania” esploso dopo il caso di un camionista italiano multato per oltre 5000 euro per non sapere parlare la lingua tedesca. 

 

Un’assurdità, “ma cosa ancor più vergognosa è stato il capo d’accusa, concorrenza sleale”, tuona Carlo Fraconti ricordando al Governo come “questa pericolosa situazione abbia portato al disgregamento di moltissime aziende italiane e alla perdita di competitività, grazie anche al fatto che regolamenti come quello tedesco (cioè comprendere la lingua locale durante l’effettuazione di un trasporto eccezionale), sono totalmente ignorati dalle nostre procedure, che prevedono al contrario di quelle tedesche (con una mail si ottiene il permesso in 15giorni) lunghe e dispendiose pratiche, infarcite di quintali di fotocopie e marche da bollo, per l’ottenimento di permessi da una miriade di enti proprietari delle strade, salvo poi attendere mesi perché nessuno si prende la responsabilità di affermare che su quel ponte si può passare. 

 

Oggi tutti chiedono allo Stato sovvenzioni e contributi che come sappiamo non trovano coperture: qui abbiamo la possibilità di fermare l’invasione di centinaia di migliaia di camion stranieri per lo più irregolari nei documenti e nel rispetto dei tempi di guida, con un semplice provvedimento gratuito”, conclude il vicepresidente della Fai invocando “posti di blocco e verifica della comprensione del Codice della strada in Italiano per i camionisti tedeschi (e non solo) che viaggiano in Italia”. E se non dovessero capire adeguatamente la nostra lingua? “Fermo del veicolo, adeguata sanzione e prima di ripartire pagamento cash, esattamente come fanno gli altri con noi”.

 

 

Fonte: STRADAFACENDO

 

 

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