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09 Gen 2019

Giachino: la Tav per la Pianura Padana e per il paese, ci porterà anche in Russia e in Cina.

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Il nostro Paese sara’ più attrattivo di investimenti esteri.

 

. Molti pensano che la TAV interessi Torino o al massimo il Piemonte.
Al contrario la TAV è il tappo che decide se il Corridoio Mediterraneo che collegherà l’Europa dal fondo della Spagna sino a Budapest passerà nella Pianura Padana o sopra le Alpi. A Budapest tra una decina di anni la TAV troverà la Via della Seta ferroviaria. Cavour parlava dell’Europa dall’Atlantico agli Urali noi arriveremo anche in Cina.


Con la TAV pertanto tutta la Pianura Padana sarà in rete con l’Europa anche grazie alla decisione della Commissione Europea del 19.10.2011 che assegnò al nostro Paese, grazie alla sua posizione strategica tra l’Europa e il Mediterraneo, ben 4 Corridoi Ferroviari di cui 3 Sud Nord (Genova-Rotterdam, Brennero-Berlino, Adriatico-Baltico) che sono incrociati dal Corridoio trasversale MEDITERRANEO Spagna-Budapest.


L’incrocio di queste Linee Ferroviarie AV merci e passeggeri a Novara, Milano, Verona e Padova oltre che a Lione, darà luogo nella Pianura Padana alla Grande Area Logistica del Sud Europa che creerà decine di migliaia di nuovi posti di lavoro nella logistica e renderà maggiormente completivi e attrattivi i porti del Nord Tirreno e del Nord Adriatico.


Questa rete tutta collegata all’Europa farà aumentare l’arrivo o il passaggio nel nostro Paese di passeggeri e merci. Il nostro Paese sarà più attrattivo di investimenti esteri. Nella Pianura Padana a partire dal Piemonte vi sono Aree che se ben collegate dal punto di vista infrastrutturale possono interessare i Grandi Gruppi dell’ICT interessati ad insediarsi vicini ai Politecnici, alle Università e ai Centri di ricerca di livello avanzato.


La realizzazione di questi Corridoi Ferroviari darà pertanto al nostro Paese un grande motore di sviluppo per il 21 Secolo dopo vent’anni di bassa crescita e di calo del PIL pro-capite che a Torino e in Piemonte è stato anche più forte e il calo delle vendite delle auto FIAT prodotte in Italia ci preannuncia altre difficoltà per di pendenti FIAT e per quelli dell’indotto.


Da circa vent’anni l’Europa si è data l’obiettivo di realizzare una rete efficiente di trasporto su rotaia sulla quale trasferire progressivamente una quota importante di trasporto merci e passeggeri attualmente su gomma per diminuire l’inquinamento e l’intasamento del traffico e aumentare la sicurezza stradale.


La cartina europea disegna come apparirà, in linea di massima, la Grande Area Logistica del Sud Europa nel 2030 quando saranno entrate in funzione la TAV, il Terzo Valico, il Corridoio del Brennero, il Corridoio del Baltico.
Questa Area logistica del Sud Europa alimentata dai porti del Nord Tirreni e del Nord Adriatico farà da contraltare alla Grande Area logistica del Nord Europa che ancora oggi attrae, grazie alla sua maggiore efficienza, il 10% della merce in arrivo verso l’Italia, e questo è stato calcolato ci toglie da 6 a 10 miliardi di PIL e i relativi posti di lavoro. Ecco perché è quantomai urgente è necessaria una unità di intenti delle Regioni del Nord, dei porti e degli interporti del Nord per definire la regia infrastrutturale e logistica.


La Grande Area Logistica del Sud Europa offrirà una logistica molto più competitiva ai grandi player dei traffici marittimi e logistici mondiali.


Questa rete fornirà ai flussi turistici nuove chances di collegare Città d’arte e Regioni molto interessanti economicamente e turisticamente perché una rete che va dall’Atlantico alla Russia e alla Cina all’Italia porterà vantaggi enormi.
La forte attenzione da parte della imprenditoria dovrà trovare una forte rispondenza nelle scelte politiche governative e regionali, nei sindacati e soprattutto nei giovani studenti disoccupati o meno perché il mercato mondiale sarà il più grande motore di sviluppo del futuro e l’Italia con questo assetto logistico e infrastrutturale diventerà la naturale e più importante porta sul Mediterraneo per i traffici da e verso l’Europa.


Occorrerà lavorare a livello regionale e nazionale con maggiore determinazione degli anni scorsi per portare le maggiori ricadute logistiche e turistiche ma per evitare il declino economico e sociale occorre assolutamente farlo.


Riprendiamo il sogno di Cavour che vedeva nello sviluppo economico il progresso dei popoli. Per il Conte, come disse nel suo ultimo discorso alla Camera, l’unica strada era l’espansione verso l’Europa, attraverso i collegamenti ferroviari, e dell’incremento di domanda che questo creava”.

 

Mino Giachino.

 

 

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