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11 Feb 2019

A22 Brennero, Confartigianato Trasporti: serve una svolta per il bene dell’economia italiana

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A22_Brennero

 

"E’ giunto il momento di superare un dibattito ormai stanco ed improduttivo sulla A22 e sul Brennero che è l’unica porta d’ingresso ai mercati dell’Europa centrale e del Nord per le produzioni italiane". E’ l’auspicio di Confartigianato Trasporti per cui è indispensabile “che ciascuno faccia la propria parte per governare la situazione prodottasi”.


Le istituzioni locali, i Presidenti delle Province di Trento Fugatti e Bolzano Kompatscher, facciano squadra col Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Toninelli ed il Governo centrale e, seguendo l’esempio delle parti sociali, sostengano con forza in tutte le sedi la contrarietà dell’Italia alle misure unilaterali di divieto imposte dall’Austria. L’Italia tutta sia unita, con un’unica voce, nei confronti dell’Austria, che celandosi dietro ragioni di carattere ambientale, sta arrecando danni enormi all’economia italiana.

 

"La categoria dell’autotrasporto merci insieme al mondo della manifattura e della produzione italiane, impegnate ogni giorno al massimo delle loro capacità per aumentare il trasferimento delle merci, hanno bisogno di certezze e garanzie di transito per continuare ad essere la forza propulsiva in grado di muovere l’economia nazionale, l’export e dunque accrescere il Prodotto Interno Lordo del Paese”. Questo il commento del Presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani.

 

L'Austria, in particolare il Land del Tirolo, ha approntato un piano di misure restrittive, di fatto limitando in maniera scientifica il traffico dei Tir, ma solo di quelli in transito. E’ abbastanza comprensibile il duro colpo che viene sferrato alla nostra economia.


La situazione dei trasporti e della logistica del NordEst è conosciuta; i continui divieti di transito sia per tipologie di merci sia per tipo di veicoli, ostacolano non solo la libera circolazione di merci e persone in Europa ma rappresentano una vera e propria provocazione che condanna all’arretratezza ed alla chiusura l’economia italiana, dato che non esiste nel breve-medio periodo un’alternativa praticabile al trasporto su strada (l’apertura della galleria del Brennero è prevista per il 2027). E’ noto, infatti, come anche l’attuale capacità di trasporto ferroviario su quella direttrice sia limitata e comunque già satura.

 

Grande è il movimento di coalizione che si sta creando nel Paese attorno alla necessità di difendere (in questo caso sì un interesse nazionale) la legittima esigenza di far muovere merci e persone attraverso il Brennero, l’unico vero sbocco che ci collega con l’Europa del Nord (da cui passa il 70% dell'interscambio commerciale italiano).
Ecco perché validi e illuminanti, a tal proposito, sono i documenti prodotti dalle Unioni delle Camere di Commercio e dalle categorie economiche, a partire da Confindustria Ceramica, che hanno lanciato l'allarme mettendo in risalto l’enorme danno che tali divieti provocano all’Italia senza raggiungere gli obiettivi di un maggiore benessere per le popolazioni che vivono sull’asse del Brennero: “bisogna favorire la mobilità di persone e merci in modo compatibile con l'ambiente, un obiettivo che non si raggiunge coi divieti, che rendono i trasporti meno efficienti producendo costi e inquinamento aggiuntivi, bensì puntando sull'innovazione”.

 

Confartigianato Trasporti, a sostegno di questa tesi, invoca urgentemente una svolta ed il coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni.
Si ritiene utile sottolineare che la Conferenza opera nell’ambito della comunità nazionale per favorire la cooperazione tra l’attività dello Stato e quella di Regioni e Province Autonome, costituendo la "sede privilegiata" della negoziazione politica tra le Amministrazioni centrali e il sistema delle autonomie regionali. L’elemento più importante delle scelte che reciprocamente assumono il Governo o la singola Regione, è la capacità di “governare” ciò che chiamiamo “territorio”.


Le popolazioni delle Regioni ubicate nell’area settentrionale del Paese hanno preso coscienza dei ritardi accumulati negli ultimi quattro anni nella realizzazione delle opere relative all’asse ferroviario ed autostradale Autobrennero (A22), che hanno prodotto un danno rilevante al sistema delle infrastrutture viarie del Paese?
Tale “coscienza” deve - da subito - tradursi in progetti esecutivi ed autorizzazioni amministrative per costruire ciò che è necessario tra Verona e Bolzano.

 

I nuovi Presidenti delle Province autonome non possono non intervenire nella gestione della A22 di cui sono i maggiori azionisti.
Per sostenere la ripresa del Paese i veicoli pesanti italiani non possono continuare a subire il divieto H24 di sorpasso ed il passaggio notturno.

 

“Queste due misure - afferma Genedani - non sono rivolte a diminuire gli incidenti stradali (come ampliamente dimostrato) ma appartengono ad una errata logica di penalizzazione dei veicoli pesanti, a torto considerati un pericolo per la sicurezza. Introdurre almeno il sorpasso dinamico, gestito dalla stessa A22, sarebbe un segnale di ascolto e di attenzione per una categoria purtroppo sottostimata. Per di più - conclude Genedani - occorre che la dirigenza della A22 rifletta pure sulle cause che le recenti nevicate hanno evidenziato sia in termini d’informazione che di apprestamenti di sicurezza statica e dinamica purtroppo limitati ed insufficienti.”

 

 

Fonte: CONFARTIGIANATO TRASPORTI

 

 

 

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