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29 Nov 2019

Frode sul carburante a Salerno: sequestri per 42 milioni di euro

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Il gasolio per uso agricolo veniva venduto ad automobilisti e camionisti.

 

ALTAVILLA SALENTINA - Un sequestro preventivo di beni per un valore di circa 42 milioni di euro e tre persone indagate ad Altavilla Silentina. E’ il bilancio dell’operazione scattata su disposizione della Procura della Repubblica, ed eseguita dalle fiamme gialle di Salerno, nei confronti di tre indagati impegnati nella distribuzione di carburante nel sud Italia. Tra il 2013 e il 2017, infatti, avrebbero acquistato circa 60 milioni di litri di gasolio soggetto ad un regime di tassazione agevolata. Carburante destinato ad usi diversi rispetto a quelli riconosciuti ai fini dell’abbattimento dell’imposta. 

 

Il provvedimento è stato adottato dopo le verifiche fiscali della Guardia di Finanza di Eboli nei confronti di una società di Altavilla Silentina operante nel commercio dei carburanti. L'analisi dei movimenti bancari e l'incrocio delle informazioni acquisite dai fornitori e dai clienti della società ha permesso di accertare che il gasolio per uso agricolo veniva venduto ad automobilisti e camionisti. 

 

Il gasolio in agricoltura gode di una riduzione dell'accisa nella misura del 61% dell'aliquota prevista per quello per autotrazione. Il prezzo finale risulta di conseguenza inferiore di circa 1 euro al litro, rispetto a quello praticato dai distributori stradali. Per questo motivo sono imposti dei limiti alla commercializzazione del prodotto, che non può essere destinato ad un uso diverso da quello agricolo. Di conseguenza, dopo aver accertato il meccanismo di frode, è stato disposto il sequestro preventivo nei confronti di tre persone, ritenute responsabili dalle fiamme gialle del sistema truffaldino, e finalizzato  alla confisca diretta per un valore complessivo di 42,6 milioni di euro. 

 

Inoltre i finanzieri hanno provveduto a bloccare conti correnti dei responsabili tra cui dieci veicoli e sette immobili, per un valore stimato pari a circa ottocentomila euro, tutti beni riconducibili ai tre indagati, gravemente indiziati dei reati di dichiarazione infedele, occultamento delle scritture contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento dell'accisa sugli oli minerali.

 

 

Fonte: OTTOPAGINE.IT - SALERNO

 

 

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