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14 Gen 2020

Pordenone, merci su rotaia anziché su gomma

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MERCI_FERRO_GOMMA_PORDENONE

Gli investimenti per potenziare l'Interporto di Pordenone sono stati avviati già da qualche anno.

 

La logistica e il trasporto delle merci su rotaia anziché su gomma sono asset sempre più decisivi per i territori manifatturieri. E questo il sistema industriale e le istituzioni pordenonesi lo hanno capito da tempo. Non a caso gli investimenti per potenziare l'Interporto di Pordenone sono stati avviati già da qualche anno. Il polo intermodale, già da oltre un anno, ha siglato una collaborazione con la società italo-svizzera Hupac per portare convogli merci verso il polo logistico piemontese di Novara (che serve anche la Lombardia) per poi proseguire con i collegamenti verso i porti di Duisburg (Germania) e di Zeebrugge (Belgio). Oltre ad avere lanciato - con la società Codognotto insediata nell'Interporto pordenonese - un paio di treni la settimana verso il Regno Unito. Uno sforzo in investimenti (il socio di maggioranza è la Camera di commercio) e strategie che prevede un ulteriore sviluppo: la previsione di lavori solo per il 2020 è di ulteriori cinque milioni. Ma da oggi Interporto di Pordenone (che può contare su un indotto industriae che travalica anche il Veneto) dovrà tenere conto di un nuovo scenario della logistica in regione. Dopo lunghi anni in cui è rimasto sottoutilizzato l'Interporto di Cervignano ha deciso di rilanciare puntando proprio sul Piemonte, oltre che su una serie di altre rotte europee. Da oggi infatti sarà operativo un servizio che l'Interporto cervignanese fa partire grazie a un accordo tra Mercitalia Intermodal (Gruppo Fs) e Space Logistic di Salgareda (Treviso). Convogli di dodici carri lunghi fino a 55 metri collegheranno lo scalo friulano con Torino-Orbassano sulla linea Est-Ovest. Un potenziamento di una struttura che era stata realizzata all'inizio degli anni Novanta ma che non aveva mai avuto uno sviluppo tale da renderlo cruciale in regione. Ora i vertici del polo cervignanese con quest'operazione puntano a una vera e propria svolta dell'infrastruttura sfruttando in particolare la vicinanza al porto di Trieste e al polo di Monfalcone.


L'OPERAZIONE


Alla luce di questa strategia si inquadra meglio la recentissima operazione di vendita delle azioni di Interporto Pordenone (seppure una quota simbolica) da parte della Regione e dell'interesse di acquisirle manifestato da parte di Friulia, già azionista nello scalo friulano. Operazione che le categorie economiche pordenonesi hanno frenato esercitando il diritto di prelazione sulle azioni ex Regione per mantenerle sul territorio. Si temeva forse un ingresso di Friulia, dietro al quale potrebbe esserci un interesse a una regia unica degli interporti che favorisca magari Cervignano? Nessuno lo conferma, ma è chiaro che ora la sfida tra Interporti è aperta. A Pordenone i progetti e i cantieri proseguono per mettere la struttura in grado di accogliere treni fino a 750 metri, il parametro europeo. Bisognerà vedere verso quale direzione la Regione (che finanzia entrambe i poli logistici) intenderà guardare. Difficile fare convivere due Interporti che guardano entrambe verso il Piemonte e verso le stesse rotte europee.

 

Fonte: ILGAZZETTINO.IT

 

 

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