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04 Mar 2021

Sempre più vecchi, sempre meno giovani

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Numero monografico interamente dedicato alla carenza di autisti.

 

Il punto di partenza è quasi drammatico: in due anni sono sparite in Italia 130 mila patenti C e 70 mila CQC. E non per colpa del Covid, quanto dell’invecchiamento senza ricambio dell’autotrasporto: i conducenti di camion sopra i 50 anni sono ormai il 63,0%, quelli con meno di 40 appena il 12,8%. Dall’analisi di questi dati il mensile Uomini e Trasporti muove alla ricerca di possibili soluzioni.


Nel febbraio 2019 Uomini e Trasporti lanciò l’allarme su quanto l’autotrasporto (e in particolare gli autisti di veicoli pesanti) stesse invecchiando senza avere un ricambio generazionale. I numeri parlavano da soli: su 1,2 milioni di titolari patenti C, il 60,4% aveva superato i 50 anni e solo il 14,4% era al di sotto dei 40; su 1,1 milioni di titolari di Carta di qualificazione del conducente (CQC, necessaria per trasporto professionale di merci, ma anche per quello di persone) il 45,8% aveva superato la soglia dei 50 anni, mentre solo il 18,2% era al di sotto dei 40.


A due anni di distanza lo stesso mensile torna sul tema e gli dedica l’intero numero di marzo (in distribuzione in questi giorni e già pubblicato on line su www.uominietrasporti.it) anche perché la situazione è diventata ancora più drammatica: le patenti C, in un arco di tempo contenuto, sono il 10% in meno, 129,5 mila in termini assoluti. Come se in due anni fosse sparita dalle cabine di guida una popolazione pari agli abitanti di Salerno. E, come era prevedibile, i vecchi sono sempre di più e i giovani sempre meno: gli over 50 aumentano di tre punti e mezzo (dal 60,4% al 63,0%) e gli under 40 diminuiscono di un punto e mezzo (dal 14,4% al 12,8%).


Analogo l’andamento delle CQC, dove il confronto è attenuato dalla presenza di autisti impegnati nel trasporto persone (che richiede la patente D, in crescita di 280 mila unità), ma per questo è ancora più significativo il calo complessivo di 70 mila unità e il fatto che gli ultracinquantenni sono ormai più della metà – il 50,8% (cinque punti in più di due anni fa) – mentre i titolari al di sotto dei 40 anni sono scesi di tre punti e mezzo, al 14,7%.


Non è stato, infine, possibile confrontare i dati relativi alle patenti CE a causa di una normativa diversa intervenuta durante il biennio che non rendeva omogenei i dati. Già il solo riscontro del 2021 rivela però che fra i 354 mila titolari, gli ultracinquantenni sono il 50,9%, mentre c’è una maggiore presenza di conducenti al di sotto dei 40: il 20,8%. Per ogni «under» entrato nel mestiere ci sono 2 «over e mezzo» che stanno per uscirne: un rapporto insufficiente a garantire il ricambio sul lungo periodo.


Quali conseguenze innesca questo processo? Quali soluzioni sono ipotizzabili nel breve e nel lungo periodo? Il numero di Uomini e Trasporti di marzo cerca di rispondere dando voce a imprese di diverse dimensioni e ambiti merceologici, a rappresentanti delle associazioni di categoria e sindacali, ma anche valutando eventuali errori di iniziative attira-autisti intraprese in passato, raccogliendo le esperienze virtuose di altri paesi, formulando specifiche proposte per mitigare già nel breve termine l’attuale carenza di autisti.

 

www.uominietrasporti.it 

 

 

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