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14 Gen 2022

Cbre, logistica da record nel 2021

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Secondo i dati Cbre, la logistica è l'asset class trainante con +88% negli investimenti 2021.

 

I dati Cbre mostrano un 2021 in crescita per il comparto del Cre (Commercial real estate) con investimenti complessivi a 10,3 miliardi di euro, +13% rispetto al 2020. Nell’ultimo trimestre 2021 gli investimenti sono aumentati del 52% in confronto allo stesso periodo 2020, salendo a 4,6 miliardi di euro. La riduzione delle misure restrittive nella seconda metà del 2021 ha favorito la ripresa degli investimenti, nonostante i ritardi di alcune operazioni sui tempi di chiusura previsti.

 

La crescita dei volumi, iniziata nell’ultima parte dell’anno, imprime un andamento positivo, confermato dalla forte pipeline registrata in tutte le asset class, che fa pensare a una ulteriore accelerazione della ripresa nel primo trimestre 2022.

 

L’ultimo trimestre 2021 conferma la distribuzione degli investimenti su tutte le asset class e il riallineamento alla media storica del dato sui flussi di capitali stranieri, che si assesta su oltre il 70% nel 2021, dopo il lieve calo del 2020: le politiche monetarie espansive della Bce hanno infatti alimentato la liquidità in tutti i mercati europei. I rendimenti immobiliari italiani, molto competitivi, hanno riportato l’attività degli investitori stranieri ai livelli precedenti alla pandemia. La crescita dell’economia italiana e la maggiore stabilità politica hanno inoltre contribuito a risollevare la fiducia degli investitori verso il Paese.

Logistica: la prima per crescita

Il comparto immobiliare della logistica chiude il 2021 con circa 2,7 miliardi di euro, +88% rispetto al 2020. La rapida compressione dei rendimenti e, nel caso di esposizioni con tenancy da stabilizzare, l’ottima performance del take up, hanno anticipato gli orizzonti temporali di uscita di investimenti relativamente recenti, aumentando così i volumi del transato. Il settore continua a sperimentare una forte diversificazione del prodotto su molteplici e varie tipologie (big box, logistics park, last mile e last touch, light industrial, production-logistics, ecc.), ormai ben identificate e comprese dal mercato, in profili di rischio distinti. La diversificazione del prodotto è accompagnata dall'abbondanza di interlocutori che si affacciano sul mercato, soprattutto investitori istituzionali internazionali che puntano ad acquisizioni di portafogli con solidi fondamentali: più del 40% degli investimenti è realizzato da investitori non presenti nel mercato logistico italiano nel 2020.

 

La scarsità di terreni nei principali mercati sta portando investitori e sviluppatori a considerare nuove location, Sud Italia incluso, e ad approcciarsi a taglie dimensionali minori, non prese finora in considerazione. La crescita dei volumi sarà di certo confermata anche nei primi trimestri del 2022.



Fonte: MARK UP

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