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22 Feb 2024

Malpensa, botta e risposta sul cargo aereo

 

Le imprese di spedizione chiedono uno stop dello scalo per smaltire gli arretrati, le società di terra: ''Non c'è bisogno''.

 

Tira aria di polemica intorno al settore cargo di Malpensa, scosso dalla denuncia delle imprese di spedizioni aeree associate nell’Anama che accusano i principali handler (le società che operano a terra, nei capannoni varesini) di una paralisi nella gestione delle merci dello scalo lombardo. Accuse portate all’estremo, fino a chiedere all’Enac e alla Sea lo stop d’imperio per almeno 48 ore per smaltire l’arretrato che bloccherebbe le operazioni. E che, però, vengono rispedite al mittente.

 

Ma andiamo con ordine in una vicenda alquanto intricata. A scoperchiare il vaso di pandora è una nota del presidente dell’Associazione nazionale agenti merci aeree, Alessandro Albertini, che parla di una “crisi del settore cargo a Malpensa” senza far sconti: dito puntato contro la “assenza di pianificazione strategica a livello nazionale” e “anni di mancati investimenti e manutenzioni nella Cargo City”. Ma l’affondo più consistente è per i “disservizi presso i magazzini dei due principali handler aeroportuali” ovvero “Alha e MLE-Bcube”.

 

Secondo l’associazione, l’80% delle spedizioni in import su Malpensa – tra novembre e gennaio - “è stato gestito con tempistiche superiori del 50%” rispetto al dovuto, mentre la Carta dei servizi merci prevede un limite di operazioni fuori standard dell’8%. Ad acuire la situazione, ha scritto Albertini, “i continui scioperi del personale di magazzino di Alha e MLE, che devono trovare una soluzione strutturale”.

 

Anama chiede allora mosse drastiche: si va dallo stop di 48 ore di tutto il cargo aereo su Malpensa per smaltire i magazzini, o almeno di Alha e Mle; di spostare almeno per un anno il traffico di alcuni vettori aerei su altri handler; di spostare i vettori su altri aeroporti nazionali. Misure che sarebbero state squadernate proprio martedì, in un incontro dedicato alla risposta alle situazioni critiche con i rappresentanti di tutte le parti in causa, emerge da alcuni partecipanti al tavolo. Ma che sarebbero solo state indicate in chiave prospettica, come prontuario per gestire situazioni imprevedibili (dal picco di volumi alla catastrofe ambientale), per altro sull’esempio di quel che è avvenuto in altri scali all’estero come Bangkok e Dubai, senza che emergesse alcuna esplicita urgenza in tal senso.

 

Ecco perché l’uscita di Anama, con un’asticella delle richieste così alta, coglie di sorpresa gli ‘accusati’. “Non c’è alcuna situazione di emergenza nello scalo cargo di Malpensa che richieda l’applicazione delle misure straordinarie invocate da Anama” fanno sapere da MLE. Alha spiega che “allo stato attuale, presso il nostro cargo terminal non risultano congestioni e rallentamenti” e che la situazione denunciata da Anama “non è rappresentativa della realtà”.

 

“Nell’ultimo periodo, l’attività del cargo è stata segnata da eventi straordinari con picchi dovuti a contingenze geopolitiche internazionali e agli scioperi selvaggi di alcune società di handling, sulle quali è intervenuto il prefetto e ci risulta che la situazione sia andata normalizzandosi”, spiegano dalla Sea, la società di gestione di Malpensa, mentre Enac sta approfondendo la vicenda.

 

Certo, il settore è senz’altro in un periodo complesso e gli handler stessi riconoscono che negli ultimi tempi sono finiti sotto stress. Luigi Liguori, segretario generale Filt-Cgil a Varese, spiega che le società “hanno fatto molta più fatica del passato a reclutare personale, per ragioni di trattamento economico ma anche per la crescente richiesta di flessibilità nello svolgere le proprie mansioni, che mal si concilia con la vita privata: dopo il Covid, questa tensione è esplosa”.

 

A livello macro, ci sono altri fattori recenti: la crisi del Mar Rosso ha fatto deviare verso gli aeroporti molte spedizioni marittime, mettendo le strutture sotto stress. Si è poi aggiunto il Capodanno cinese, che paralizza l’economia asiatica e viene preparato dalle aziende con un anticipo delle spedizioni. Elementi che hanno creato un collo di bottiglia. Leggi tutta la notizia

 

Fonte: LA REPUBBLICA

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